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Lago di Tovel

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Le tre fasi del lago

La placida conca del Lago di Tovel comunica a chiunque un senso di pace e tranquillità. L’aspetto odierno rende difficile immaginare che una situazione di equilibrio sia stato raggiunto solo pochi secoli fa alla fine di una lunga evoluzione costellata di eventi talvolta distruttivi.




Primo passaggio

Circa 15.000 anni fa alla fine dell’ultima glaciazione, la fusione di un’ingente massa di ghiaccio relitto produsse una grande conca dalla tipica forma a catino a fondo piatto. Qui si formò l’originario Lago di Tovel, molto più piccolo dell’attuale, di forma semicircolare e profondo non più di 20 m.















 



Secondo passaggio

Attorno al 1600 d.C. il livello del lago sarebbe improvvisamente salito fino alla quota di 1180 m, 3 metri al di sopra dell’attuale. La diffusione delle vermicolazioni o lapies lacustri sui blocchi calcarei delle sponde settentrionali ed occidentali ne è una prova più che convincente.





 







Misteriose rimangono le cause della repentina trasformazione del sistema idrogeologico. Il costante distacco di detriti dalle pareti ad est del lago e il conseguente sbarramento dell’antico emissario che scorreva tra il Dosso del Lago e il versante orientale, sono un’ipotesi credibile ma ancora da accertare.






F. Liverani/Arch. MTSN

Il ritrovamento di tronchi sommersi, tuttora radicati a 18 metri di profondità nel golfo orientale, stabilisce che il lago occupava in origine solo la parte più bassa della depressione. Essendo vissute e morte esattamente dove si trovano ora, queste piante segnano il limite superiore dell’antico lago. L’analisi dendrocronologica, basata sullo studio degli anelli di accrescimento delle piante, ha permesso di datare la morte degli alberi all’anno 1597 d.C., come conseguenza di un brusco innalzamento del livello del lago.






 



Terzo passaggio

Una successiva erosione dello sbarramento lacustre ad opera dell’emissario portò infine il lago ad attestarsi attorno alla quota attuale di circa 1177 m.