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da Oetheimer, 1990 |
Un ampio settore del fondovalle attorno al Lago di Tovel
è ricoperto dalla potente coltre di depositi denominati
“marocca” di Tovel; costituiti
da blocchi di grandi dimensioni accatastati disordinatamente,
presentano la stessa composizione calcarea e dolomitica
delle pareti circostanti. Ormai si notano solo i blocchi
di maggiori dimensioni che il bosco non è ancora riuscito
a colonizzare. Sono stati interpretati come depositi
glaciali sebbene presentino un aspetto molto simile
ad accumuli di frana.
La superficie della marocca, è caratterizzata da
collinette coniche, come il Dosso del Lago, e depressioni
circolari, la più estesa delle quali è occupata dal lago.
Queste irregolarità si spiegano con un meccanismo di formazione
molto particolare.

 
Modificato
da Oetheimer, 1990 |
Quando 15-20.000 anni fa la valle di Tovel era ancora
occupata dai ghiacciai, numerose frane si sarebbero adagiate
sopra la coltre di ghiaccio (1). Ormai
prossimo al ritiro e allo scioglimento, il ghiacciaio
svolse una ridotta opera di trasporto e rielaborazione del
materiale franato. I depositi vennero definitivamente abbandonati
sul fondovalle e la morfologia a dossi e depressioni si
sarebbe prodotta in seguito al disomogeneo scioglimento
del ghiaccio rimasto intrappolato, detto “ghiaccio morto”(2
e 3).
Dove lo spessore del ghiaccio era più ridotto si sono formati
dei rilievi conici; laddove invece masse più consistenti
si nascondevano sotto la copertura, si sono sviluppate delle
depressioni, in conseguenza del sensibile abbassamento prodotto
dalla gran quantità di ghiaccio fuso.
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