Anche se forse può sembrare poco evidente agli occhi dei
non addetti ai lavori l'uomo condiziona pesantemente l'aspetto
e la composizione degli alberi presenti in una foresta.
L'uomo interviene direttamente togliendo e piantando
nuove specie a seconda delle proprie esigenze e decidendo
quale tipo di taglio e gestione applicare. Se le
condizioni ambientali ne consentono la crescita vengono
di preferenza piantate le conifere, che per il loro
tronco colonnare, diritto e slanciato offrono un ottimo
materiale da costruzione per pali e travature. Questa è
la ragione per cui gli abeti rossi sono stati tanto
spesso piantati in ogni parte delle Alpi, anche in aree
originariamente occupate dal faggio. Il bosco viene poi
tagliato ad intervalli di tempo molto lunghi, quando gli
alberi hanno raggiunto le dimensioni desiderate, dai 30
ai 50 anni (governo a fustaia). É necessario provvedere
regolarmente a piantare nuovi alberelli. Le latifoglie
hanno in genere fusti ramificati e vengono prevalentemente
usate per produrre legna da ardere o da lavorazione. Questi
vengono governati a ceduo, praticando cioè dei tagli
periodici e frequenti, e gli alberi non necessitano di essere
rimpiantati perché le ceppaie sono in grado di ricacciare
nuovi fusti.
Oggi i nuovi criteri di gestione del bosco tendono a favorire
maggiormente la naturalità di una foresta, privilegiando
le specie originariamente presenti nell'area in questione,
anche a discapito della produzione, e applicando un taglio
sfalsato in modo da favorire una differenziazione nell'età
degli alberi presenti in una foresta.
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