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 F. Rizzolli

Il mondo oltre il limite della vegetazione arborea, in assenza dell’azione mitigatrice degli alberi sul microclima, è caratterizzato da condizioni che, per via dell’altitudine, possono divenire particolarmente aspre e selettive; ancor più drastici sono i cambiamenti, le escursioni, non solo tra la breve estate ed il lungo inverno, ma anche tra il giorno e la notte, la luce e l’ombra, le conche riparate e le pendici esposte.
Il gelo, il vento, la neve, l’instabilità dei suoli, impongono agli abitanti delle alte quote di vivere spesso ai limiti della sopravvivenza. E se sulle praterie alpine perlomeno il substrato cui ancorarsi è orizzontale o variamente declive, sulle pareti lo sviluppo verticale delle masse rocciose impone ulteriori adattamenti per riuscire a conservare una nicchia in un mondo che si sviluppa dal basso in alto.
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