Detriti Rocciosi
Torrente
Lago
Bosco di latifoglie
Bosco di conifere
Pareti rocciose

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Praterie alpine
 


R. Seppi Arch. MTSN


Salendo a quote attorno ai 2000-2200 metri si raggiungono condizioni in cui la rigidezza delle temperature invernali, l’alto grado di copertura nevosa, l’elevata ventosità propria degli ambienti sommitali, la magrezza, l'instabilità e la spesso marcata pendenza dei substrati configurano (in maniera esteriormente simile alle tundre dell’Europa settentrionale) uno scenario di non compatibilità con la presenza di grandi alberi: è il cosiddetto limite della vegetazione arborea, oltre il quale prevalgono piante in genere non legnose in grado di completare accrescimento e ciclo vitale nel breve volgere di un’estate alpina.


Arvicola delle nevi
Culbianco
Lucertola vivipara
Marasso
Marmotta
Pernice bianca

Anemone alpina
Camedrio alpino
Festuca
Genziana punteggiata
Silene a cuscinetto
Soldanella nana o del calcare