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 GEOLOGIA

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Il Lago Le pareti rocciose Le praterie alpine

Le pareti rocciose
Fin dall’ingresso nella Val di Tovel, pareti a strapiombo alte centinaia di metri accolgono il visitatore. La loro caratteristica più evidente è la suddivisione in strati quasi orizzontali che, come pagine di un grande libro di pietra, testimoniano la graduale deposizione di sedimenti sul fondo di un antico mare. Si tratta per l’appunto di rocce sedimentarie, calcaree e dolomitiche; esse derivano dalla consolidazione di materiale fangoso e sabbioso di natura corallina che andava accumulandosi sui fondali poco profondi dei caldi mari tropicali di circa 200 milioni di anni fa. In questo settore è stata la forza dell’acqua del torrente Tresenga a scavare lentamente la profonda incisione.
Dove la valle si fa meno angusta, è l’azione erosiva di antichi ghiacciai che ha avuto una fondamentale importanza nel produrre una valle dal fondo allargato e dai ripidi versanti. Le pareti rocciose più imponenti si sono formate però in seguito ad un altro fenomeno, i megafranamenti responsabili del distacco di gigantesche porzioni di roccia dai versanti. Gli esempi più chiari si trovano sul versante orografico destro della valle. Chi sale in auto verso il lago di Tovel, fermandosi presso l’area di sosta in loc. “Glare” può ammirare la sontuosa parete calcarea del M. Corno. Essa costituisce la grande nicchia di distacco della frana che ha originato le Glare. Alla base della parete, quasi a far da raccordo con il corpo di frana adagiato sul fondovalle, possiamo notare un piano inclinato costituito da materiale detritico fresco e meno grossolano. Si tratta della cosiddetta “falda detritica” che si sviluppa ai piedi delle pareti in seguito al frequente distacco di piccole porzioni di roccia. Si sviluppa per una serie di fattori concomitanti, tra cui il gelo e le variazioni di temperatura ed umidità.
Le pareti rocciose sono pertanto in perenne attività sotto l’azione della forza di gravità e degli agenti atmosferici.