Ambienti
Fauna
Flora

Sei qui: Home > Natura > Geologia


 GEOLOGIA

Descrizione generale Detriti rocciosi Il torrente
Il Lago Le pareti rocciose Le praterie alpine

Il lago
Situazione attuale
Il lago di Tovel presenta una forma pressappoco triangolare. Lungo circa un chilometro e largo poco più di 500 m, con una superficie di 382.450 m2 rappresenta, per grandezza, il secondo lago delle Dolomiti di Brenta.
Formatosi in una depressione del complesso sistema di marocche che occupano il fondovalle, questo specchio d’acqua raggiunge nella zona centrale la profondità massima di 38,5 m mentre la superficie è quotata 1.177,2 m s.l.m.
Le principali fonti di alimentazione del lago sono il torrente Rislà e il torrente S. Maria Flavona.

Quest’ultimo non si getta direttamente nelle acque del lago ma si infiltra nel terreno in una depressione semicircolare conosciuta localmente come Pòzzol di Tuenno. Da qui l’acqua, muovendosi nel sottosuolo attraverso del materiale detritico poroso, raggiunge lentamente il lago, come evidenziato dalla serie di piccole sorgenti perilacuali allineate lungo la sponda sudovest.
L’emissario, il torrente Tresenga, si trova invece sul lato settentrionale. E’ attivo fin quando, con l’approssimarsi della stagione invernale e il conseguente calo degli apporti d’acqua, il livello del lago non inizia a scendere. Sotto un certo livello l’emissario si prosciuga.

A questo punto però l’abbassamento del lago non si arresta ma prosegue per tutta la stagione invernale, raggiungendo anche quota –5-6 m rispetto al livello base. Le perdite in questa fase avvengono evidentemente attraverso i detriti che sbarrano il lago verso nord.Con l’arrivo della bella stagione e l’inizio del disgelo, il torrente Rislà si ingrossa. In pochi giorni il suo contributo consente al lago di riempirsi. Raggiunta nuovamente la quota base, 1177 m.s.l., si riattiva anche l’emissario superficiale, il torrente Tresenga.


Storia evolutiva
Le variazioni di livello hanno segnato profondamente la lunga storia evolutiva del lago di Tovel. La forma definitiva è stata raggiunta solo pochi secoli fa mentre l’origine della conca lacustre va fatta risalire alle fasi tardive dell’ultima glaciazione, circa 12.000 anni fa. In questo periodo i ghiacciai andavano progressivamente sciogliendosi. Le ingenti coperture di materiale franato sopra il ghiacciaio fecero si che in alcuni punti si conservassero delle lenti di ghiaccio morto. Man mano che in profondità il ghiaccio si scioglieva, in superficie il terreno subiva un abbassamento. Come risultato finale si ebbero delle depressioni analoghe a quella che attualmente ospita il lago di Tovel.
L’antico lago era però molto più piccolo dell’attuale, profondo la metà e di forma semicircolare. Tale ipotesi è confermata dalla presenza di una serie di tronchi sommersi radicati a circa 18 metri di profondità nel golfo di nordest. Il loro ritrovamento in posizione di vita indica che un tempo quel settore di lago non era ancora sommerso. L’analisi dendrocronologica, basata sullo studio degli anelli di accrescimento degli alberi, ha fornito utilissime indicazioni. L’anello più esterno sancisce come data di morte dell’albero l’anno 1597 d.C.; gli anelli degli ultimi anni di vita non indicano una diminuzione della crescita, quindi l’albero è stato asfissiato bruscamente, suggerendo un processo di riempimento rapido e non antecedente il 1597.
Misteriose sono tuttora le cause dell’innalzamento. L’ipotesi più credibile, ma ancora da verificare, è il distacco particolarmente abbondante di detriti provenienti dalle pareti ad est del lago. Essi avrebbero ostruito il passaggio dell’antico emissario che si trovava tra il Dosso del Lago e questo versante. Il livello sarebbe quindi immediatamente salito fino a quota 1.180 m, 3 m al di sopra dell’attuale livello.
La fase di stazionamento alto del lago è testimoniata dai lapies lacustri o “vermicolazioni” visibili sulle sponde settentrionali ed orientali del lago. Si tratta di piccole scanalature che interessano le rocce calcaree. Queste ultime, durante i periodi di sommersione, hanno subito una parziale dissoluzione dovuta all’azione corrosiva dell’acqua facilitata dall’attacco biologico.
Raggiunta quota 1.180 m, si originò un nuovo emissario, quello attuale, il torrente Tresenga. Graduali erosioni della soglia porteranno poi il lago ad abbassarsi fino al livello odierno.